MAPS Intelligence

Studio

Un motore, tante uscite.

Gli Studi sono dove la strategia diventa materiale: post, email, pagine web, articoli, video, key visual. Partono tutti dallo stesso contesto di brand che MAPS ha costruito in Analyze e Prove — voce, territori, persone, regole, identità visiva — e ogni contenuto si può mettere alla prova prima di uscire: coerenza col brand, giudizio culturale, reazioni di utenti sintetici, approvazione del cliente.

Le schermate vengono da due progetti: MAPS stesso, e un brand di sartoria maschile con il nome cambiato. Questa è la panoramica: ogni Studio ha poi la sua pagina.

Il contesto

Ogni Studio parte
da quello che MAPS sa già.

In cima agli Studi c’è il contesto che li alimenta: la voce del brand, i territori editoriali, le persone a cui parli, le regole — cosa fare e cosa non fare —, l’identità visiva. Non lo riscrivi in ogni brief: viene da Analyze e Prove, e si aggiorna con loro.

Accanto, «Scegli uno stile»: uno stile di riferimento — il DNA di una comunicazione che ti piace, del brand o di un concorrente — da usare come lente in ogni Studio. MAPS lo adatta, non lo copia, e il brand vince sempre in caso di conflitto. Gli stili si creano nel Brand & Visual Studio e possono stare nella libreria del workspace, pronti per tutti i clienti.

La testata dell’area Studio: il contesto di brand che alimenta ogni Studio — voce, territori, persone, regole, identità visiva — e la scelta dello stile di riferimento
Gli Studi

Sette strumenti,
nello stesso ordine dell’app.

Ognuno dice da cosa è alimentato: il Social Studio dai territori, dalla voce, dalle persone e dall’identità visiva; l’Email Studio dalla proposta di valore e dalle offerte; il Content Studio dalle keyword e dalla concorrenza.

Brand & Visual Studio →

Il guardiano dell’identità: Brand Kit, stili di riferimento, lente di coerenza. Non produce contenuti: li alimenta.

Key Visual Studio →

Il visual-manifesto di una campagna, declinato nei media: affissione, rivista, vetrina, sito, social.

Content Studio →

Articoli e blog pensati per la SEO e per gli assistenti AI (GEO), dalle keyword e dalle domande vere del mercato.

Social Studio →

Post, caroselli e storie per Instagram, Facebook e LinkedIn: un contenuto, un’uscita per canale.

Email Studio →

Newsletter, DEM e automation, a partire dalle campagne e dai segmenti.

Video Studio →

Reel, TikTok, YouTube: dal copione allo storyboard, fino al montaggio e all’export per i canali.

Web Studio →

Siti, landing e blog navigabili con l’identità del brand, dall’approvazione al codice.

Le schede degli Studi: Brand & Visual, Key Visual, Content, Social, Email, Video, Web, ciascuno con da cosa è alimentato
B2B e startup

Il progetto cambia,
e cambiano gli Studi.

Nei progetti B2B compare l’ABM & Sales Studio: la strategia commerciale per account — prospect dal web, piano ABM, qualificazione, business case, battlecard — messa alla prova sul Comitato d’acquisto, e poi instradata agli altri Studi. Nei progetti startup c’è l’Investor Pitch Deck: il deck per gli investitori, costruito dai dati del progetto.

E dentro gli Studi il B2B si sente: post, email, pagine, articoli e copioni escono con un registro professionale e call to action da B2B — richiedi un’offerta, incontra il commerciale, scarica le schede —, e il giudice culturale e gli utenti sintetici leggono il contenuto da decisori d’azienda.

Le due schede in più in un progetto B2B e startup: Investor Pitch Deck e ABM & Sales Studio
Messo alla prova

Prima di uscire,
ogni contenuto passa da qui.

Sopra ogni contenuto c’è la stessa fila di strumenti: Testa con S.user, Coerenza, Cultura, Manda in Review. E accanto, il contesto che l’ha alimentato, il target a cui parla — con «Rigenera per il target» — e lo stile attivo.

Qui un documento LinkedIn per una campagna di sartoria: la coerenza col brand è già stata verificata — 90 — e il resto si fa con un clic.

Un contenuto nel Social Studio: le azioni Testa con S.user, Coerenza 90, Cultura, Manda in Review; il contesto che lo alimenta, il target, lo stile attivo, il brief dalla campagna
Coerenza col brand

On-brand o no,
e perché.

La lente di coerenza confronta il contenuto con la voce del brand e con le regole del Brand Kit — logo, colori, cosa non dire — e guarda anche le immagini. Dà un punteggio, le dimensioni che contano per quel contenuto, e i rilievi: la regola toccata, la frase esatta, la correzione proposta.

Nel Social, nell’Email e nel Key Visual Studio è sul singolo contenuto. Nel Brand & Visual Studio la usi su qualunque materiale — un testo, un’immagine, un PDF fatto da un’altra agenzia. Il rapporto si esporta in PDF.

Lente di coerenza: 90 on-brand, cinque dimensioni con punteggio e motivazione, due rilievi con la frase citata e la correzione
Giudice culturale

Come atterra
in quel paese.

Il Culture Judge legge il contenuto con gli occhi del pubblico di un paese — quello del progetto, o un altro a scelta. Dà una risonanza su 100, quattro dimensioni — tono e registro, valori, lingua e idioma, riferimenti e simboli —, i rischi culturali con la loro gravità e i ritocchi consigliati.

Nel Social, nell’Email, nel Web e nel Content Studio c’è Applica i ritocchi con MAPS: il testo si corregge e si rigiudica. È un giudizio informato, non una verità assoluta — lo dice anche MAPS: va validato con chi conosce il mercato. Qui il giudice italiano trova il copy solido ma troppo da brochure manageriale per il lusso sartoriale.

scorri ↓
Culture Judge per l’Italia: risonanza 72, quattro dimensioni, rischi culturali, ritocchi consigliati, Applica i ritocchi con MAPS
Utenti sintetici

Fallo leggere
a chi deve comprarlo.

Scegli fra le persone del progetto — i profili di Prove, i cluster del CRM — e le fai reagire. Ognuna dà un punteggio su 10, la prima impressione con parole sue, cosa le piace e cosa la preoccupa, se lo condividerebbe, quanto è probabile che compri, e un suggerimento. Guardano anche le immagini.

Qui tre clienti diversi davanti allo stesso carosello sulla sostenibilità: il professionista d’alta gamma vuole certificazioni verificabili, il giovane manager si chiede quanto costa.

Test con S.user su un carosello: tre utenti sintetici con punteggio, prima impressione, mi piace, mi preoccupa, condivisione, acquisto e suggerimento
Cosa c’è, dove

Gli stessi strumenti,
dove servono.

Non tutti gli Studi hanno tutto: la tabella dice dove trovi ciascuno strumento.

Brand & VisualKey VisualSocialEmailWebVideoContent
Coerenza col brand◆●●●···
Giudice culturale·●●●●●●
Test con utenti sintetici·●●●●●●
Stile di riferimento◆●●●●●●
Altri paesi e lingue··●●●●●
Strategic Canvas··●●●●·
Review col cliente··●●●●●

● dentro lo Studio, sul singolo contenuto · ◆ nel Brand & Visual Studio è dove nasce: gli stili si creano lì, e la lente di coerenza controlla qualunque materiale, anche fatto fuori da MAPS.

Review

Il cliente approva,
senza account.

Dagli Studi mandi i contenuti in Review: una consegna con un codice, un link diretto, una scadenza — 3, 6 o 14 giorni —, una password se serve. Il cliente apre il link, lascia la sua email solo per firmare, e su ogni contenuto approva o chiede modifiche con una nota.

Tu vedi tutto in un’inbox: cosa attende il cliente, cosa è da rivedere, cosa è approvato. C’è la conversazione con il cliente, carichi una nuova versione, e dal contenuto da sistemare torni dritto nello Studio.

Condividi col cliente: codice d’accesso, link diretto, scadenza, password, invio
Cosa vede il cliente: il contenuto da approvare, Approva o Richiedi modifiche con una nota
Il resto del lavoro

Dalla campagna allo Studio,
dal Canvas allo Studio.

Gli artefatti di una campagna arrivano negli Studi come brief: canale, formato, data, obiettivo. Lo stato — brief, in produzione, approvato, pubblicato — si vede anche in Campaign. Social, Email, Web e Video sono collegati al Strategic Canvas nei due sensi: da un contenuto sul canvas apri lo Studio, e dallo Studio torni al canvas.

Altri paesi

Il contenuto nasce nella lingua del mercato. Con «Lingue» lo adatti a un altro paese — non una traduzione parola per parola — usando quello che MAPS sa di quel mercato. Puoi sempre leggerlo nella tua lingua.

Export

MAPS non pubblica al posto tuo: esporti. Testi e immagini, PDF, un calendario CSV per Buffer, Later o Metricool; l’HTML delle email; il sito in un progetto .zip; i video in MP4 per 9:16, 16:9 e 1:1; gli articoli in .md, .html o PDF.

Modifiche con l’AI

In ogni Studio rigeneri una parte o chiedi una modifica a parole: «Migliora con MAPS» nel Social, un copilota sul blocco selezionato nell’Email e nel Web, un copilota sul copione nel Video.

Contenuti che sanno da dove vengono,
e passano la prova prima di uscire.