Ogni Studio parte
da quello che MAPS sa già.
In cima agli Studi c’è il contesto che li alimenta: la voce del brand, i territori editoriali, le persone a cui parli, le regole — cosa fare e cosa non fare —, l’identità visiva. Non lo riscrivi in ogni brief: viene da Analyze e Prove, e si aggiorna con loro.
Accanto, «Scegli uno stile»: uno stile di riferimento — il DNA di una comunicazione che ti piace, del brand o di un concorrente — da usare come lente in ogni Studio. MAPS lo adatta, non lo copia, e il brand vince sempre in caso di conflitto. Gli stili si creano nel Brand & Visual Studio e possono stare nella libreria del workspace, pronti per tutti i clienti.
Sette strumenti,
nello stesso ordine dell’app.
Ognuno dice da cosa è alimentato: il Social Studio dai territori, dalla voce, dalle persone e dall’identità visiva; l’Email Studio dalla proposta di valore e dalle offerte; il Content Studio dalle keyword e dalla concorrenza.
Brand & Visual Studio →
Il guardiano dell’identità: Brand Kit, stili di riferimento, lente di coerenza. Non produce contenuti: li alimenta.
Key Visual Studio →
Il visual-manifesto di una campagna, declinato nei media: affissione, rivista, vetrina, sito, social.
Content Studio →
Articoli e blog pensati per la SEO e per gli assistenti AI (GEO), dalle keyword e dalle domande vere del mercato.
Social Studio →
Post, caroselli e storie per Instagram, Facebook e LinkedIn: un contenuto, un’uscita per canale.
Email Studio →
Newsletter, DEM e automation, a partire dalle campagne e dai segmenti.
Video Studio →
Reel, TikTok, YouTube: dal copione allo storyboard, fino al montaggio e all’export per i canali.
Web Studio →
Siti, landing e blog navigabili con l’identità del brand, dall’approvazione al codice.
Il progetto cambia,
e cambiano gli Studi.
Nei progetti B2B compare l’ABM & Sales Studio: la strategia commerciale per account — prospect dal web, piano ABM, qualificazione, business case, battlecard — messa alla prova sul Comitato d’acquisto, e poi instradata agli altri Studi. Nei progetti startup c’è l’Investor Pitch Deck: il deck per gli investitori, costruito dai dati del progetto.
E dentro gli Studi il B2B si sente: post, email, pagine, articoli e copioni escono con un registro professionale e call to action da B2B — richiedi un’offerta, incontra il commerciale, scarica le schede —, e il giudice culturale e gli utenti sintetici leggono il contenuto da decisori d’azienda.
Prima di uscire,
ogni contenuto passa da qui.
Sopra ogni contenuto c’è la stessa fila di strumenti: Testa con S.user, Coerenza, Cultura, Manda in Review. E accanto, il contesto che l’ha alimentato, il target a cui parla — con «Rigenera per il target» — e lo stile attivo.
Qui un documento LinkedIn per una campagna di sartoria: la coerenza col brand è già stata verificata — 90 — e il resto si fa con un clic.
On-brand o no,
e perché.
La lente di coerenza confronta il contenuto con la voce del brand e con le regole del Brand Kit — logo, colori, cosa non dire — e guarda anche le immagini. Dà un punteggio, le dimensioni che contano per quel contenuto, e i rilievi: la regola toccata, la frase esatta, la correzione proposta.
Nel Social, nell’Email e nel Key Visual Studio è sul singolo contenuto. Nel Brand & Visual Studio la usi su qualunque materiale — un testo, un’immagine, un PDF fatto da un’altra agenzia. Il rapporto si esporta in PDF.
Come atterra
in quel paese.
Il Culture Judge legge il contenuto con gli occhi del pubblico di un paese — quello del progetto, o un altro a scelta. Dà una risonanza su 100, quattro dimensioni — tono e registro, valori, lingua e idioma, riferimenti e simboli —, i rischi culturali con la loro gravità e i ritocchi consigliati.
Nel Social, nell’Email, nel Web e nel Content Studio c’è Applica i ritocchi con MAPS: il testo si corregge e si rigiudica. È un giudizio informato, non una verità assoluta — lo dice anche MAPS: va validato con chi conosce il mercato. Qui il giudice italiano trova il copy solido ma troppo da brochure manageriale per il lusso sartoriale.
Fallo leggere
a chi deve comprarlo.
Scegli fra le persone del progetto — i profili di Prove, i cluster del CRM — e le fai reagire. Ognuna dà un punteggio su 10, la prima impressione con parole sue, cosa le piace e cosa la preoccupa, se lo condividerebbe, quanto è probabile che compri, e un suggerimento. Guardano anche le immagini.
Qui tre clienti diversi davanti allo stesso carosello sulla sostenibilità: il professionista d’alta gamma vuole certificazioni verificabili, il giovane manager si chiede quanto costa.
Gli stessi strumenti,
dove servono.
Non tutti gli Studi hanno tutto: la tabella dice dove trovi ciascuno strumento.
| Brand & Visual | Key Visual | Social | Web | Video | Content | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Coerenza col brand | ◆ | ● | ● | ● | · | · | · |
| Giudice culturale | · | ● | ● | ● | ● | ● | ● |
| Test con utenti sintetici | · | ● | ● | ● | ● | ● | ● |
| Stile di riferimento | ◆ | ● | ● | ● | ● | ● | ● |
| Altri paesi e lingue | · | · | ● | ● | ● | ● | ● |
| Strategic Canvas | · | · | ● | ● | ● | ● | · |
| Review col cliente | · | · | ● | ● | ● | ● | ● |
● dentro lo Studio, sul singolo contenuto · ◆ nel Brand & Visual Studio è dove nasce: gli stili si creano lì, e la lente di coerenza controlla qualunque materiale, anche fatto fuori da MAPS.
Il cliente approva,
senza account.
Dagli Studi mandi i contenuti in Review: una consegna con un codice, un link diretto, una scadenza — 3, 6 o 14 giorni —, una password se serve. Il cliente apre il link, lascia la sua email solo per firmare, e su ogni contenuto approva o chiede modifiche con una nota.
Tu vedi tutto in un’inbox: cosa attende il cliente, cosa è da rivedere, cosa è approvato. C’è la conversazione con il cliente, carichi una nuova versione, e dal contenuto da sistemare torni dritto nello Studio.
Dalla campagna allo Studio,
dal Canvas allo Studio.
Gli artefatti di una campagna arrivano negli Studi come brief: canale, formato, data, obiettivo. Lo stato — brief, in produzione, approvato, pubblicato — si vede anche in Campaign. Social, Email, Web e Video sono collegati al Strategic Canvas nei due sensi: da un contenuto sul canvas apri lo Studio, e dallo Studio torni al canvas.
Altri paesi
Il contenuto nasce nella lingua del mercato. Con «Lingue» lo adatti a un altro paese — non una traduzione parola per parola — usando quello che MAPS sa di quel mercato. Puoi sempre leggerlo nella tua lingua.
Export
MAPS non pubblica al posto tuo: esporti. Testi e immagini, PDF, un calendario CSV per Buffer, Later o Metricool; l’HTML delle email; il sito in un progetto .zip; i video in MP4 per 9:16, 16:9 e 1:1; gli articoli in .md, .html o PDF.
Modifiche con l’AI
In ogni Studio rigeneri una parte o chiedi una modifica a parole: «Migliora con MAPS» nel Social, un copilota sul blocco selezionato nell’Email e nel Web, un copilota sul copione nel Video.








