Il tuo sito,
i concorrenti.
Il dominio arriva dall’analisi del sito del brand; i concorrenti dai siti già analizzati e dal contesto del progetto, e ne aggiungi altri a mano. Mercato e lingua della ricerca vengono dal progetto.
Poi un’analisi sola, di qualche minuto: posizioni, keyword, concorrenti sul search e presenza a pagamento, del brand e di ogni concorrente.
La salute SEO,
a colpo d’occhio.
Un giudizio e quattro numeri: traffico organico stimato, keyword in classifica, concorrenti che ti stanno davanti, opportunità. Sotto, cosa frena il sito e la prossima mossa consigliata.
Poi la presenza a pagamento — quanta pressione pubblicitaria c’è, contando i creativi attivi su Google Ads —, la visibilità sugli assistenti AI e i competitor SEO scoperti: domini che si posizionano sulle tue stesse keyword ma non erano fra i concorrenti noti. Marketplace, retailer, magazine. Con un clic entrano nell’analisi.
La lettura
di uno strategist.
Il SEO Report mette insieme tutto — posizioni, concorrenti, annunci, visibilità sugli assistenti AI, contesto del brand — e lo legge come farebbe uno strategist: in sintesi, le tre mosse da fare per prime, i concorrenti, le keyword, gli annunci, la visibilità AI, il piano d’azione.
I numeri vengono dai dati reali; l’analisi e le raccomandazioni dall’AI, sui tuoi dati. Si scarica in PDF, e i report precedenti restano in archivio.
Quanto ti citano
gli assistenti AI.
MAPS prepara una serie di domande reali della categoria — quelle che una persona fa a un assistente prima di scegliere — e le pone a Gemini, Perplexity, ChatGPT e Claude, nella lingua e nel mercato del progetto.
Citato come fonte 10%
Citato come fonte 14%
Citato come fonte 5%
Citato come fonte 0%
Lo stesso brand, sulle stesse domande, ha una visibilità diversa su ogni assistente: per questo si misurano tutti. Le risposte degli assistenti cambiano nel tempo, e la misura va ripetuta.
Tre numeri
e una lettura.
Share of Voice: in quante domande il brand compare. Quota di menzioni: quanto pesa il brand fra tutti i marchi nominati nelle risposte. Citazioni come fonte: in quante risposte l’assistente usa il sito del brand come fonte — il segnale più solido.
Sotto, l’andamento fra una misura e l’altra e una lettura scritta: dove il brand c’è, dove manca, chi domina e cosa fare.
Dove ci sei,
dove parlano d’altri.
Per ogni domanda: se il brand è citato, se il sito è fonte, quali concorrenti compaiono al suo posto, e l’andamento nelle misure precedenti.
Le domande restano fisse da una misura all’altra, così il confronto nel tempo regge; ne liberi alcune per cambiarle, ne aggiungi di tue. Dove il brand manca, «Crea contenuto GEO» porta quella domanda dritta in un piano editoriale. La misura si scarica in PDF.
Su cosa
conviene puntare.
Le keyword vengono raggruppate in cluster tematici: priorità, ricerche al mese, intento, la pagina del sito che li deve raccogliere e il perché, con i numeri. Da ogni cluster parte un piano editoriale.
Dati veri,
la mossa giusta.
Per ogni keyword: ricerche, difficoltà, costo per clic, e la mossa SEO — da conquistare, da migliorare, da presidiare — dalla posizione reale del sito. «Vittorie facili» isola quelle a portata di mano.
E quando conviene pagare: le keyword dove sei già in prima o seconda pagina ma il clic costa caro. Google Ads tattico, candidata, o già presidiata.
Dove gli assistenti
parlano d’altri.
I temi su cui il brand è assente in tutte le risposte degli assistenti, e chi domina al suo posto. Per ognuno: il contenuto da scrivere per diventare la fonte citata, e «Genera piano GEO».
Con Tema libero parti da un argomento tuo: MAPS lo aggancia alle keyword reali e ne fa un piano, anche in versione GEO.
Dal piano
all’articolo.
Il piano editoriale elenca gli articoli: titolo, keyword principale e secondarie, intento, tipo, lunghezza, scaletta. Da ogni voce un brief — meta tag, struttura H2/H3, punti chiave, invito all’azione, l’angolo che ti distingue — e dal brief l’articolo.
Gli articoli arrivano anche da una campagna: un contenuto pianificato in Campaign si apre qui e il brief si prepara da solo. Tutto finisce in una libreria a cartelle; con il toggle GEO, ogni articolo del piano nasce già scritto per gli assistenti.
Un tema,
un articolo.
Scrivi di cosa vuoi parlare. Scegli lo stile di riferimento, la lingua — di default quella del mercato —, il tono e la lunghezza. Se c’è un SEO Report, l’articolo si aggancia alle keyword pertinenti.
Con «Ottimizza per GEO» nasce per i motori generativi: una risposta diretta in apertura, titoli a domanda, una sezione di domande frequenti, affermazioni citabili. E una regola ferma: niente dati, fonti o citazioni inventati.
Pronto da leggere,
da usare.
L’articolo si legge come lo leggerà il pubblico, o si prende in Markdown o HTML. Lo modifichi a mano o con MAPS — tutto il testo o solo un passaggio: amplia, accorcia, rendi più chiaro —, e la meta description la scrive l’AI.
Poi: PDF, «Porta nel Blog» del Web Studio, Review con il cliente, giudice culturale, Lingue — la versione per un altro paese, riscritta per quel mercato — e, se il progetto ha le sue persone, il test con gli utenti sintetici.
Hai già
un contenuto?
Lo porti da un URL, lo incolli o carichi un file. MAPS lo valuta — un punteggio SEO stimato, quello che raggiungerebbe, la keyword obiettivo — e propone le migliorie, una per una. Poi lo riscrive nella lingua del mercato e lo salva in libreria.
Puoi dargli una direzione: il feedback del test con gli utenti sintetici, o come vuoi tu. In modalità GEO lo valuta su sei dimensioni — risposta in apertura, FAQ, affermazioni citabili, entità, passaggi autonomi, autorevolezza — e lo riscrive per gli assistenti.
Non un generatore di testi.
Un lavoro che resta.
Quello che lo studio produce rimane nel progetto, e torna utile altrove.
Chiedi all’AI
La chat dello studio conosce posizioni, keyword, annunci, visibilità GEO e report, e anche i piani, i brief e gli articoli già scritti.
Presenza a pagamento
Il dettaglio SEM: chi fa annunci, quanti creativi attivi, su quali temi e in quali lingue, letti dall’AI.
Nel Web Studio
«Porta nel Blog» trasforma l’articolo in una pagina del blog del sito costruito nel Web Studio.
Lingua del mercato
Piani, brief e articoli nascono nella lingua del mercato del progetto; la ricerca usa il paese e la lingua giusti.
Se vendi ad aziende
Con il profilo B2B, piani, brief, articoli, analisi, domande GEO e SEO Report parlano a chi sceglie un fornitore per la propria azienda.











