Quattro passaggi,
un progetto.
Ogni video è un progetto con quattro livelli: lo Script, il Canvas dove il copione diventa immagini, la Timeline dove si monta con voce e musica, l’Export per i canali. Si passa dall’uno all’altro senza perdere nulla: è lo stesso progetto visto da quattro lati.
I progetti arrivano dalle campagne (reel, TikTok, video), da un post del Social Studio con «Trasforma in video», dallo Strategic Canvas, o nascono da zero con «Nuovo video»: Instagram Reel, TikTok, YouTube, spot o formato libero. Ognuno ha il suo stato — da brief a pubblicato — e una persona del team a cui è assegnato.
Script
Scene e inquadrature: cosa si vede, come si muove la camera, chi parla, la voce fuori campo, i testi in scena, la musica.
Canvas
Lo storyboard: un frame per inquadratura, poi la clip. Continuità di personaggi, luoghi e marchio.
Timeline
Il montaggio: clip in ordine, voci per personaggio, musica sulla durata giusta, la bozza in un clic.
Export
Il video per ogni canale: 9:16, 16:9, 1:1. E il master, con i testi in scena nel font del brand.
Un copione
da regista.
Scegli la durata — 15, 30, 60, 90 secondi o quella che vuoi, fino a quattro minuti —, uno stile se vuoi, e lascia che titolo e logline guidino la scrittura. MAPS scrive il copione in scene (luogo, momento, transizione) e inquadrature: l’azione, il prompt per la camera, le battute in campo, il testo in scena, la durata.
La voce fuori campo appartiene alla scena e può scorrere su più scene; c’è una direzione per la colonna sonora. Mai due voci insieme, battute misurate sulla durata, nessun fatto inventato. Se la storia sfora l’obiettivo, MAPS riporta le durate nei tempi; altrimenti «Allinea» lo fa quando vuoi. Tutto si modifica a mano, con annulla e ripristina.
Scrive
dentro le regole del brand.
Il copione nasce dal brief e dal contesto del brand.
Il brief
Titolo, canale, formato e angolo del contenuto; se arriva da un post, la caption e le slide che esistono già. E materiale di riferimento, se lo alleghi.
Il Brand Kit
Da fare e da evitare, palette, regole di identità: entrano nel copione e nei prompt delle immagini.
Lo stile
Lo stile di riferimento del progetto, oppure uno scelto solo per questo video.
La lingua del mercato
Si scrive nella lingua del mercato del progetto; con il profilo B2B il registro è da azienda.
I limiti dei motori
MAPS sa cosa un motore video sa fare e cosa no — durate, movimenti, niente testo dentro la clip — e scrive inquadrature realizzabili.
Prima di girare
una sola clip.
Sul copione, quando costa ancora poco cambiarlo.
Utenti sintetici
Le persone del progetto leggono la logline, le inquadrature, la voce e guardano i primi frame: voto, prima impressione, cosa cambierebbero.
Cultura
Come atterra il copione nel paese del progetto, con i rilievi di chi lo conosce.
Lingue
La versione per un altro paese: battute, azioni e testi riscritti per quel mercato; frame e clip si riusano.
Esporta PDF
Il copione impaginato, da condividere prima della produzione.
Leggi in italiano
Un copione scritto in un’altra lingua si legge nella tua, senza toccare l’originale.
Review
Il progetto va al cliente: vede il master, o la bozza se il master non c’è ancora, e la sua risposta aggiorna lo stato.
Dallo script
allo storyboard.
Ogni inquadratura diventa prima un frame, l’immagine di partenza generata dal suo prompt, poi una clip: con «Veloce», che anima il frame, o con «Qualità», che parte dal frame oppure solo dal testo. Le clip sono mute — l’audio si monta dopo — e senza scritte: i testi si sovrappongono in post-produzione, nel font del brand.
Si genera un’inquadratura alla volta o tutte insieme con «Frame mancanti» e «Clip mancanti». Puoi caricare un frame o una clip tuoi. Le scene si spostano, si dividono, si uniscono; «Anteprima» fa scorrere lo storyboard. E se cambi il prompt dopo aver generato, l’inquadratura si segna da rigenerare: niente rigenerazioni automatiche, decidi tu.
Lo stesso volto,
lo stesso marchio.
Nella libreria asset metti marchi, personaggi, ambientazioni e prodotti: si generano, si caricano, o — per i marchi — arrivano dal Brand Kit. Da un frame riuscito, «Salva come personaggio» ritaglia la persona e la rende un riferimento.
Nell’inquadratura agganci un asset come personaggio, contesto o entrambi, e la generazione tiene lo stesso volto, gli stessi abiti, lo stesso luogo. Il marchio entra solo dove lo agganci, riprodotto com’è, nella posizione che chiede il prompt.
Lo storyboard
come una lavagna.
La stessa storia su una tela libera: inquadrature, asset, blocchi audio e note, collegati da frecce che dicono cosa segue cosa, cosa fa da riferimento, dove va la voce. Board e tela sono due viste dello stesso progetto.
Chiedi,
e scegli cosa applicare.
«La chiusura è debole: rendila più forte». Il copilota risponde con proposte — modificare un’inquadratura, aggiungerne o tagliarne una, cambiare la voce di una scena, agganciare un marchio, rigenerare un frame — ciascuna con l’inquadratura a cui si riferisce. Le applichi tu, una per una.
Cambia mestiere a seconda del livello: sul copione scrive, sul Canvas fa regia visiva, nella Timeline monta. Rispetta la durata e il ritmo: per accorciare taglia le inquadrature meno essenziali, invece di comprimerle tutte.
Voce, musica,
montaggio.
Le clip pronte entrano in ordine di scena. Nel Cast scegli una voce per personaggio e per il narratore, l’ascolti, e se funziona la salvi come voce del brand, da ritrovare nei prossimi video. «Genera tutte le voci» mette ogni battuta all’inizio della sua scena.
La musica si compone dalla direzione dello script, strumentale e lunga quanto il montaggio. I blocchi audio si trascinano al secondo giusto, si regolano di volume. «Componi bozza» monta tutto in un passaggio, con le durate reali delle clip e le dissolvenze dove lo script le chiede.
Un video,
ogni canale.
Il formato nativo esce pieno; gli altri — verticale 9:16, orizzontale 16:9, quadrato 1:1 — vengono adattati con le bande. MP4 a 1080p o bozza a 720p.
Il master aggiunge i testi in scena animati, nel font e nel colore del Brand Kit, e l’audio con le sue dissolvenze. Apertura e chiusura col logo, o il logo nell’angolo, solo se li scegli. Ogni export si scarica, si cancella, o va dritto nella coda del Social Studio, nella stessa campagna, con una bozza di testo presa dal copione: lì diventa un post.






