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Strategia di prezzo: come decidere quanto far pagare

Costi, valore percepito, concorrenti e obiettivo: i metodi per fissare il prezzo, l’architettura dei livelli di offerta, il punto di pareggio e cosa fare se un concorrente risponde.

Aggiornato il 6 ottobre 2026 · Redazione MAPS
In breve

Una strategia di prezzo decide quanto far pagare e perché, tenendo insieme quattro riferimenti: i costi (il pavimento), il valore percepito dal cliente (il soffitto), i prezzi dei concorrenti e l’obiettivo — margine, penetrazione, posizionamento premium o competitività. Comprende anche l’architettura dei livelli di offerta, il lancio, le promozioni, il punto di pareggio e la risposta ai concorrenti.

I metodi di base

  • Dai costi (cost-plus) — costo più un margine. Semplice e sicuro sul margine, ma ignora quanto il cliente pagherebbe.
  • Dai concorrenti — ti collochi rispetto ai prezzi di mercato: sotto, in linea, sopra. Ha senso se sai perché meriti quella posizione.
  • Dal valore (value-based) — parti da quanto vale la soluzione per il cliente. È il più difficile da stimare e di solito il più redditizio.

In pratica si usano tutti e tre: i costi dicono sotto quale prezzo non scendere, il valore sopra quale non salire, i concorrenti dove si colloca il cliente quando confronta.

Gli obiettivi possibili

  • Margine — massimizzare il guadagno per unità.
  • Penetrazione — prezzo basso per conquistare quota in fretta.
  • Posizionamento premium — il prezzo come segnale di qualità.
  • Competitività — restare in linea per non perdere clienti sul prezzo.

Come si costruisce

1. Scegli l’obiettivo

Un prezzo di penetrazione e uno premium portano a scelte opposte su tutto il resto del marketing mix. Decidere l’obiettivo prima evita un prezzo «di mezzo» che non serve a nessuno.

2. Raccogli i prezzi di mercato

I prezzi reali dei concorrenti, per prodotti confrontabili. Quando un prezzo non si trova, scrivilo: un prezzo stimato presentato come vero falsa tutto il ragionamento.

3. Valuta la sensibilità al prezzo

Quanto i clienti reagiscono a un aumento o a uno sconto. Pesa quanto il prodotto è differenziato: i vantaggi emersi dalla feature matrix sono quelli che giustificano un prezzo più alto.

4. Disegna l’architettura

Spesso conviene più di un livello — base, intermedio, completo —, ciascuno con il suo margine. Il livello intermedio è spesso quello che si vende di più; gli altri lo inquadrano.

5. Calcola il punto di pareggio

Quante unità servono per coprire i costi fissi: costi fissi ÷ (prezzo − costo variabile unitario). Se il numero è irraggiungibile, il prezzo o i costi vanno rivisti.

6. Prepara lancio, promozioni e risposte

Il prezzo di lancio, la politica delle promozioni, e cosa fare se un concorrente abbassa: seguire, differenziarsi, ignorare. Decidere prima evita le guerre di prezzo improvvisate.

Un esempio. «Tela Viva», marchio immaginario di borse in tela riciclata, ha costi fissi annui di 120.000 € e un costo variabile di 25 € a borsa. A 65 € il pareggio è a 3.000 borse; a 55 € sale a 4.000. Il valore percepito (durata, riparazione gratuita) regge i 65 €; i concorrenti stanno tra 45 e 80 €. Sceglie 65 € come livello principale, 49 € per una versione senza riparazione, e decide in anticipo di non inseguire gli sconti di fine stagione.

Gli errori più comuni

  • Solo i costi. Si lascia sul tavolo il valore che il cliente avrebbe pagato.
  • Copiare il prezzo del leader. Senza i suoi costi e il suo marchio, lo stesso prezzo ha un altro significato.
  • Troppe promozioni. Il cliente impara ad aspettare lo sconto, e il prezzo pieno smette di esistere.
  • Nessun piano di risposta. La prima mossa di un concorrente diventa un’emergenza.
  • Pareggio non calcolato. Un prezzo può essere «giusto» e il modello comunque non stare in piedi.
Come lo fa MAPS

In MAPS la Pricing Strategy è il terzo passo di «Dall’idea alla campagna». Dici l’obiettivo — margine, penetrazione, posizionamento premium, competitività — e MAPS può cercare i prezzi di mercato dei concorrenti per te. Poi legge il concept e la matrice delle funzioni, e costruisce la strategia: dove si colloca il prezzo, quanto il mercato è sensibile, i livelli dell’offerta con i margini, il lancio, le promozioni, il punto di pareggio, e cosa fare se un concorrente risponde. Quando un prezzo non si trova, lo scrive: «prezzo non disponibile nei dati». Ogni generazione è una versione: cambi un’ipotesi e rigeneri, e le precedenti restano.

L’architettura di prezzo: i livelli dell’offerta

Domande frequenti

Quali sono le principali strategie di prezzo?

Dai costi, dai concorrenti e dal valore percepito; con obiettivi diversi come margine, penetrazione, posizionamento premium o competitività. Nella pratica si combinano.

Come si calcola il punto di pareggio?

Costi fissi divisi per il margine di contribuzione unitario, cioè prezzo meno costo variabile per unità. Il risultato è il numero di unità da vendere per coprire i costi.

Prezzo di penetrazione o di scrematura?

Penetrazione (basso) quando conta conquistare quota in fretta e i costi scendono con i volumi; scrematura (alto, poi in calo) quando il prodotto è nuovo e c’è un pubblico disposto a pagare di più per averlo subito.

Come rispondere se un concorrente abbassa i prezzi?

Dipende da quanto sei differenziato: se lo sei, conviene difendere il valore invece del prezzo; se non lo sei, valuta risposte mirate (un livello d’offerta dedicato) prima di un taglio generale.

Scritto dalla redazione MAPS con l’aiuto dell’AI, verificato e rivisto dal team.

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