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Dati e Misura · 9 min di lettura

Media planning: mix dei mezzi, stagionalità e benchmark di categoria

Come distribuire un budget pubblicitario sui mezzi e nei mesi, partendo da cosa fa la tua categoria: investimenti dei concorrenti, finestre libere, obiettivi e scenari.

Aggiornato il 6 ottobre 2026 · Redazione MAPS
In breve

Il media planning decide come distribuire un budget pubblicitario tra i mezzi — televisione, internet, radio, affissioni, stampa, cinema — e nel tempo, per raggiungere un obiettivo: notorietà, considerazione o conversione. Un buon piano parte da cosa fa la propria categoria: quanto investe, su quali mezzi, in quali mesi, e dove lascia spazi liberi.

Le domande del media planning

  • Quanto — il budget complessivo, e il suo rapporto con quello che investe la categoria.
  • Dove — il mix dei mezzi: quanto su ognuno, e perché.
  • Quando — la distribuzione nei mesi: continuità, concentrazione, picchi.
  • Per cosa — l’obiettivo, che cambia i mezzi giusti. I mezzi ad ampia copertura costruiscono notorietà; quelli più mirati portano all’azione.

Due concetti tornano sempre. La copertura (reach): quante persone del pubblico vedono almeno una volta il messaggio. La frequenza: quante volte, in media, lo vedono. I GRP (gross rating point) li combinano: copertura percentuale × frequenza media.

Come si fa

1. Guarda la categoria

Quanto investe in tutto, quanti investitori, quanto è concentrata la spesa, il peso di ogni mezzo. Il confronto tra la tua quota di investimento (share of voice) e la tua quota di mercato dice se stai investendo più o meno del tuo peso.

2. Guarda i concorrenti, uno per uno

Chi punta tutto su un mezzo, chi ha diversificato, quali mezzi nessuno presidia. Un mezzo lasciato libero può essere un’opportunità, o un mezzo che nella categoria non funziona: va capito quale dei due.

3. Leggi la stagionalità

Mese per mese, i picchi e i silenzi della categoria. Investire nel picco vuol dire competere con tutti; investire nei mesi di silenzio può dare più visibilità a parità di budget, se la domanda c’è.

4. Distribuisci il budget

Per obiettivo, mezzo per mezzo, con il riferimento della categoria accanto. Poi nei mesi: il calendario.

5. Simula prima di decidere

Cosa succede con un budget diverso, o spostando quote tra i mezzi. Confronta più scenari prima di scegliere.

Un esempio. «Zampa Felice», marca immaginaria di alimenti per gatti, scopre che la categoria concentra quasi tutto l’investimento in televisione e nei mesi autunnali, e che il digitale è poco presidiato dai primi cinque investitori. Con un budget piccolo, sceglie di non competere in televisione in autunno: concentra la spesa in digitale tra primavera ed estate, quando la categoria tace.

Gli errori più comuni

  • Copiare il leader. Il suo mix ha senso per il suo budget, non per il tuo.
  • Ignorare la stagionalità. Lo stesso budget vale molto meno nei mesi di massima pressione.
  • Mezzi scelti per abitudine. Ogni mezzo va scelto per l’obiettivo.
  • Dati stimati presentati come veri. Se una stima sostituisce un dato mancante, va dichiarato.
  • Nessuno scenario alternativo. Un solo piano non permette di capire quanto è robusto.
Come lo fa MAPS

In MAPS il Media Planner legge gli export di Nielsen AdQuest — annuali e, se vuoi, mensili, dell’anno corrente e del precedente; riconosce il formato da solo, e c’è una guida all’export. Ne ricava il mercato (investimento totale, investitori, mezzi, concentrazione, media mix tra televisione, internet, radio, affissioni, stampa, cinema, classifiche), i concorrenti (classifica, quote, confronto testa a testa, mix di ciascuno) e la stagionalità mese per mese: con i file mensili è il dato vero, senza MAPS la stima dai riferimenti di settore e lo dichiara. Nel Planning Studio dai budget e obiettivo — notorietà, considerazione, conversione — e MAPS propone come distribuirlo sui mezzi accanto al riferimento di categoria; parti da zero o ottimizzi il piano di un brand; poi calendario, proiezioni, «e se…?» e scenari salvati. Una chat risponde facendo i conti sui dati AdQuest.

Il Planning Studio: modalità, budget, obiettivo, allocazione per mezzo con il benchmark di mercato

Domande frequenti

Cos’è il media planning?

La pianificazione di come distribuire un budget pubblicitario tra i mezzi e nel tempo, per raggiungere un obiettivo di comunicazione.

Che differenza c’è tra copertura e frequenza?

La copertura è quante persone del pubblico vedono almeno una volta il messaggio; la frequenza è quante volte, in media, lo vedono.

Cos’è la share of voice?

La quota del tuo investimento pubblicitario sul totale della categoria. Confrontata con la quota di mercato, dice se stai investendo più o meno del tuo peso.

Come si sceglie il mix dei mezzi?

Dall’obiettivo, dal pubblico e dal budget, guardando cosa fa la categoria: dove investono i concorrenti, quali mezzi sono liberi, in quali mesi c’è meno pressione.

Scritto dalla redazione MAPS con l’aiuto dell’AI, verificato e rivisto dal team.

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