I nove elementi
Nella versione usata in MAPS gli elementi sono questi, dall’esterno verso l’interno:
- Esterni — la proposta di valore (cosa offri e perché sceglierti), la posizione (dove ti collochi nel mercato), le relazioni (che rapporto costruisci con clienti e interlocutori).
- A metà strada — missione e visione, il cuore del brand (la sua essenza, la promessa di fondo) e la personalità.
- Interni — le competenze (cosa l’azienda sa fare meglio), la cultura (come si lavora e cosa si valorizza) e l’espressione (come il brand si presenta: segni, stile, tono).
La matrice si legge anche lungo gli assi che passano dal centro: ogni elemento interno ha un corrispondente esterno. Le competenze devono sostenere la proposta di valore; missione e visione la posizione; la cultura la personalità; l’espressione le relazioni. Dove la coppia non regge, c’è una promessa che l’azienda non può mantenere, o una forza che non sta comunicando.
Come si usa
1. Compila prima il cuore
In poche parole, cosa resta del brand se togli tutto il resto. Se il cuore non si scrive in una frase, il resto della matrice sarà incoerente.
2. Poi interno ed esterno, separatamente
Per l’interno servono le persone e i documenti dell’azienda; per l’esterno la voce del mercato: clienti, recensioni, concorrenti. Compilarli insieme porta a scrivere quello che si vorrebbe, non quello che è.
3. Controlla le coppie
Per ogni asse, una domanda: questo elemento interno sostiene davvero quello esterno? Segna gli allineamenti e i gap.
4. Trasforma i gap in raccomandazioni
Ogni gap si chiude in due modi: cambiando la promessa esterna o rafforzando la parte interna. Scegliere quale è una decisione strategica, non stilistica.
Gli errori più comuni
- Riempire le caselle con valori generici. «Qualità» e «passione» si adattano a qualunque brand, quindi non dicono nulla.
- Solo il punto di vista interno. La matrice serve proprio a confrontarlo con quello del mercato.
- Leggere le caselle una per una. Il valore è nelle relazioni tra gli elementi, non negli elementi.
- Fermarsi alla diagnosi. Un gap senza una scelta su come chiuderlo resta lì.
