Perché serve
Le strategie si riempiono di iniziative: ognuna ha un sostenitore, nessuna viene chiusa. Il risultato è un portafoglio diluito. La kill matrix obbliga a classificare, non solo a ordinare: per ogni idea, una decisione.
I quattro quadranti
- Scalare — coerente e con prove: funziona e conferma la strategia. Si investe di più.
- Rafforzare — coerente ma senza prove: è giusta, ma non ha ancora dato segnali. Si investe in esecuzione e misura prima di decidere.
- Mettere in discussione — con prove ma poco coerente: funziona, ma porta fuori strada. O il mercato sta dicendo qualcosa e la strategia va rivista, o va fermata prima che cambi il brand.
- Eliminare — né coerente né provata. Si ferma, e le risorse vanno altrove.
Come si usa
1. Elenca le scommesse
Posizionamenti alternativi, pilastri di contenuto, canali, idee di campagna, segmenti: tutto quello su cui stai investendo o pensi di investire. Ogni voce con un nome chiaro.
2. Valuta la coerenza con la strategia
Rispetto a scelte scritte — posizionamento, cascata delle scelte — non rispetto alle preferenze del momento. Per ogni valutazione, una riga di motivazione.
3. Valuta le prove
Dati, risultati, segnali dal mercato. L’entusiasmo interno non è una prova.
4. Decidi una mossa per ogni scommessa
Non «da valutare»: una mossa concreta con un tempo. Per le idee da eliminare la mossa è fermarsi, non aspettare.
5. Leggi il portafoglio nel suo insieme
Tutto in «scalare» di solito vuol dire che la valutazione è stata indulgente. Molte idee in «mettere in discussione» dicono che il mercato tira in una direzione diversa dalla strategia scritta.
Gli errori più comuni
- Valutazioni indulgenti. Se nessuna idea va eliminata, la matrice non è servita.
- Confondere «rafforzare» con «eliminare». Un’idea giusta senza prove merita un test, non la chiusura.
- Ignorare il quadrante scomodo. Le idee che funzionano fuori strategia sono le più rischiose, e le più istruttive.
- Nessuna strategia di riferimento. Senza scelte scritte, la coerenza diventa un’opinione.
