Nove archetipi.
Tre famiglie, cinquantaquattro varianti.
Ogni archetipo ha la sua essenza, quando usarlo, il tono, il linguaggio, i settori tipici, cosa evitare — e sei varianti tattiche, ognuna con un esempio. L'Ingegnere, per dire, può parlare per specifica tecnica, per validazione scientifica, per performance comparativa.
Guidati dalla Voce
- L'Autorità
L'esperto riconosciuto: fiducia costruita su competenza, credenziali, dati. - Il Narratore
Storie che creano connessione: non un prodotto, un significato. - Il Provocatore
Sfida le convenzioni del settore e cerca chi condivide la visione.
Guidati dal Valore
- L'Ingegnere
Performance e numeri: la superiorità non è un'opinione, è un fatto. - Il Trasformatore
Il prima e il dopo: chi eri e chi puoi diventare. - L'Innovatore
La novità che cambia le regole della categoria.
Guidati dal Ricevente
- Lo Specchio
Riflette l'identità del pubblico: non «comprami», ma «sei dei nostri». - La Guida
Il mentore che accompagna, non il protagonista. - L'Intrattenitore
Coinvolge con esperienze che si ricordano.
Tutto in una volta,
o un passo alla volta.
Full AI: dal brief alla campagna completa in un flusso unico, in background — puoi uscire e ricevi una notifica alla fine. Step-by-step: costruisci la campagna con il controllo di ogni passaggio, e il mix degli archetipi puoi sceglierlo tu.
Dal brief alla campagna,
in un solo flusso.
L'esempio: un brand di alimenti per animali che vuole una nuova comunicazione istituzionale, per rendere più chiaro e memorabile il suo sistema di valori. Cinque fasi — brief, contesto dal progetto, strategia, concept, sviluppo — e le campagne restano salvate, ognuna con il suo stato.
La strategia.
Le motivazioni e le barriere del target — qui: una comunicazione percepita come troppo clinica, poca autenticità emotiva. Poi il mix: il Narratore al 55% per il legame emotivo, l'Autorità al 30% per la credibilità scientifica, la Guida al 15% per accompagnare nella scelta. Con il perché di ogni peso e gli spazi liberi tra i concorrenti.
I concept, e lo sviluppo.
Sei concept dal mix — le radici del brand, il viaggio dal campo al piatto, le voci dei clienti —, ognuno con archetipo, differenziazione e rischio. Quelli sviluppati diventano campagne: fondamento strategico, headline con il perché, il body copy in tre lunghezze (core, digital, stampa), tagline e proof point. E prima di scegliere, si provano con gli utenti sintetici.
Un brief,
più strategie da confrontare.
Ogni brief è un obiettivo di comunicazione — un lancio, un riposizionamento. Per ogni brief generi più strategie e le confronti. E a ogni nuova strategia scegli: la genera l'AI, analizzando il contesto, il target e i concorrenti — oppure la componi tu.
Il mix, a mano.
Sfogli gli archetipi famiglia per famiglia: per ognuno, quando usarlo e cosa evitare. Assegni il ruolo — primario, secondario, terziario —, regoli il peso e scegli le varianti tattiche. MAPS tiene il conto: il totale deve fare cento, e il mix è valido quando ci sono almeno un primario e un secondario.
Qui, per la sartoria: Narratore al 50% con la storia delle origini e il dietro le quinte, Specchio al 30%, Ingegnere al 20% con la specifica tecnica.
Il mix,
con le sue ragioni.
Che la scelga l'AI o tu, la strategia parte dall'analisi: motivazioni e barriere del target, spazio libero tra i concorrenti, rischi e opportunità. Poi il mix approvato, con le varianti di ogni archetipo e il rationale.
Sei concept
da un solo mix.
Ogni concept dichiara come usa il mix: quale variante lo guida, il territorio emotivo, i canali, la headline. E i due punteggi, dal più prudente al più audace: «performance comparativa» con rischio 2, la giacca che si ricarica camminando con rischio 8 e differenziazione 9.
Lo sviluppo
Copy, canali, art direction, esecuzione — con la chat di Collabora e le versioni, come negli altri metodi.
Il test
Ogni concept si prova con gli utenti sintetici prima di decidere.
La produzione
La Direzione Strategica Canali e i contenuti per canale, poi il Prototype.









