Da dove viene
È la versione strategica del raggruppamento per affinità, noto anche come metodo KJ dal nome dell’antropologo giapponese Jiro Kawakita: si scrive ogni osservazione su un foglietto e si avvicinano quelle che «si parlano», finché emergono i temi. Funziona con dieci segnali come con centinaia.
Come si fa
1. Metti insieme fonti diverse
Il valore sta nel mescolare: conversazioni social, profili di clienti, dati di mercato, recensioni. Se tutti i segnali vengono dalla stessa fonte, troverai i temi di quella fonte.
2. Raggruppa per significato, non per parola
Due commenti che usano parole diverse possono dire la stessa cosa. Due che usano la stessa parola possono dire cose opposte.
3. Dai un nome a ogni gruppo
Due-quattro parole che descrivono il tema, non uno slogan. Poi una frase sul filo che tiene insieme i segnali.
4. Valuta l’intensità
Dominante se molti segnali convergono; emergente se sono pochi ma coerenti; debole se poggia su un segnale solo. I temi emergenti sono spesso i più interessanti.
5. Tieni i segnali che sostengono ogni tema
Per ogni gruppo, i segnali da cui nasce, con la loro fonte. Così chiunque può verificare la lettura.
6. Annota cosa non rientra
I segnali isolati non vanno forzati in un gruppo: possono essere rumore, o l’inizio di qualcosa.
Gli errori più comuni
- Troppi gruppi. Oltre sette, non stai raggruppando: stai elencando.
- Gruppi troppo larghi. «Qualità» contiene tutto e non dice niente.
- Confondere volume e importanza. Un tema emergente può contare più di uno dominante.
- Perdere le fonti. Un tema senza i suoi segnali non si può verificare.
