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Empathy Map: cos’è e come usarla per capire il cliente

Cosa dice, pensa, fa e sente il tuo cliente, cosa vede e ascolta, cosa lo frena e cosa desidera: come compilarla senza inventare, e come trasformarla in decisioni.

Aggiornato il 6 ottobre 2026 · Redazione MAPS
In breve

L’Empathy Map è uno schema per mettersi nei panni di un cliente: raccoglie cosa dice, pensa, fa e sente, cosa vede e ascolta intorno a sé, cosa lo frustra e cosa desidera. Serve a passare dai dati demografici a una comprensione del comportamento, e a trovare insight su cui decidere.

Le sezioni

  • Dice — cosa afferma in pubblico, nelle recensioni, in un’intervista.
  • Pensa — cosa gli passa per la testa e magari non dice: dubbi, aspettative, calcoli.
  • Fa — i comportamenti osservabili: come cerca, confronta, compra, usa.
  • Sente — le emozioni: ansia, entusiasmo, imbarazzo, fiducia.
  • Vede — l’ambiente: cosa fanno gli altri, cosa offre il mercato, cosa trova online.
  • Ascolta — le influenze: amici, colleghi, esperti, creator, stampa.
  • Frustrazioni — paure, ostacoli, rischi percepiti.
  • Desideri — cosa vorrebbe ottenere, come misura il successo.

La differenza tra dice e pensa, e tra dice e fa, è spesso il punto più interessante: è lì che si nascondono gli insight.

Come si costruisce

1. Scegli chi

Una mappa vale per un profilo preciso, in una situazione precisa: «chi compra un abito formale per un evento di lavoro», non «il nostro cliente».

2. Raccogli le prove

Interviste, recensioni, conversazioni sui social, richieste all’assistenza, dati di comportamento. Ogni voce della mappa dovrebbe poter dire da dove viene; quello che è dedotto va segnato come tale.

3. Compila, poi cerca le tensioni

Dopo aver riempito le sezioni, cerca le contraddizioni: dice che conta la qualità, ma confronta solo i prezzi; pensa che il su misura sia per pochi, ma lo desidera. Ogni tensione è un possibile insight.

4. Dagli insight alle implicazioni

Per ogni insight chiediti cosa cambia: nella proposta, nel messaggio, nel canale, nel servizio. Una mappa che non porta a nessuna decisione è un esercizio.

Gli errori più comuni

  • Scriverla a tavolino. Senza prove, la mappa descrive il cliente che il team immagina.
  • Un profilo troppo generico. Più il profilo è vago, più le sezioni si riempiono di luoghi comuni.
  • Confondere sezioni. «Sente» sono emozioni, non opinioni; «fa» sono comportamenti, non intenzioni.
  • Fermarsi alla compilazione. Il valore sta negli insight e in cosa fare dopo.
Come lo fa MAPS

In MAPS l’Empathy Map si costruisce per ogni profilo: cosa dice, pensa, fa, sente, vede e ascolta, cosa lo frustra e cosa desidera, e ogni voce dice quanto è solida. Poi gli insight e le implicazioni strategiche. Puoi partire dalle persona del progetto — fino a sei — o da zero; nel B2B la mappa diventa quella del decisore aziendale. Non è un sondaggio: è il ragionamento costruito su quello che il progetto sa.

L’Empathy Map in MAPS: le sezioni di un profilo con la solidità di ogni voce

Domande frequenti

Che differenza c’è tra Empathy Map e buyer persona?

La persona descrive chi è il cliente — profilo, obiettivi, contesto. L’Empathy Map si concentra su cosa vive in una situazione: cosa pensa, sente, fa. Si usano bene insieme: la persona dice chi, la mappa dice cosa succede nella sua testa.

Quante empathy map servono?

Una per ogni profilo che conta per la decisione. Se compri e chi usa sono persone diverse, per esempio, ne servono due.

Si può fare senza interviste?

Si può partire da recensioni, conversazioni online e dati, ma va detto: le voci dedotte vanno segnate come tali e, appena possibile, verificate con i clienti.

Funziona nel B2B?

Sì: diventa la mappa del decisore — cosa pensa il responsabile acquisti, cosa teme, cosa ascolta dal suo team, come misura il successo della scelta.

Origine e riferimenti

Creata da Dave Gray (XPLANE) e diffusa con Gamestorming di Dave Gray, Sunni Brown e James Macanufo (2010); versione aggiornata da Dave Gray nel 2017.

Scritto dalla redazione MAPS con l’aiuto dell’AI, verificato e rivisto dal team.

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